Il video dell’Orchestra Doremì!

Con questo video vogliamo ricordare i bei momenti condivisi in orchestra augurandoci di poter ritornare presto a suonare tutti insieme!!!
Bravissimi i ragazzi che si sono impegnati per la realizzazione di questo video!

Buone vacanze estive….ci ritroviamo a settembre con tante novità!

Assemblea dei soci 2021

L’Associazione EUTERPE APS

comunica a tutti i propri associati, che l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2020, come previsto dai DPCM causa COVID,  verrà rinviata al periodo estivo quando sarà possibile svolgerla all’aperto.

Note di Danza stage 6 – 12 anni

Note di Danza
stage 6 – 12 anni

dal 31/08 al 11/09 @ 08:30 – 12:30 | 100€

Il lavoro di gruppo sarà dedicato all’esecuzione di brani tratti o ispirati al repertorio di musica classica, popolare, folk, rock, blues, jazz e pop. Attraverso arrangiamenti per piccola orchestra appositamente scritti o adattati dall’insegnante per i partecipanti, verranno proposti brani che terranno conto delle competenze di ogni allievo e permetteranno ad ognuno di potersi avvicinare al genere con gradualità e soddisfazione.

Il progetto di sonorizzazione di immagini propone ai ragazzi un apprendimento musicale da una nuova prospettiva: fare musica d’insieme attraverso usi non ordinari degli strumenti musicali, improvvisazione e notazione grafica/gestuale. Grazie ad un vocabolario di gesti impartiti dall’insegnante, gli alunni saranno messi in condizione di produrre fenomeni sonori complessi, finalizzati alla sonorizzazione di brani strumentali. Il laboratorio si basa in primo luogo sull’ascolto e l’analisi di molteplici brani, partendo da registrazioni storiche e sulla conoscenza (o scoperta) di artisti disparati. Il tutto verrà integrato da una parte pratica in cui il materiale viene musicalmente rielaborato con il gruppo dei partecipanti. Attraverso l’attività di composizione e la pratica dell’improvvisazione si cercherà di mettere in relazione l’aspetto armonico, melodico e strutturale.

Si analizzeranno parti di assoli “storici” dei più grandi musicisti rock, jazz, pop e classici con l’intenzione di comprendere al meglio che anche l’assolo ha una sua struttura e un suo sviluppo.

Verrà analizzato il ritmo come elemento fondamentale della relazione musicale sviluppato in forma di gioco e attraverso l’uso del corpo, di oggetti delle vita quotidiana e di diverse percussioni.

Attraverso la collaborazione con Backstage, lo stage “Note di danza” offrirà l’occasione di poter approfondire ancor meglio attraverso l’utilizzo del corpo, il ritmo e la fisicità legata al movimento strumentale.

Musica e danza interagiscono e si incontrano e il movimento, il rapporto al suono, inizia dal semplice battere/levare della musica. Per alcuni si tratta di un rapporto di tipo dialettico, in quanto la danza presuppone la musica e ne è condizionata, ma al tempo stesso “agisce sulla musica prendendone possesso” – (C’è musica e musica, di Luciano Berio).
Il laboratorio è aperto ad ogni tipo di strumento e ad ogni livello di preparazione. Verranno inclusi anche allievi che non hanno nessun tipo di esperienza musicale e strumentale.

 

In collaborazione con Backstage Scuola di danza

Time Out (Dave Brubeck)

Il 1959 è stato un anno magico per la musica Jazz, sono stati registrati alcuni tra i dischi che hanno avuto più successo nella storia.
Uno di questi album è “Time Out” di Dave Brubeck. Negli anni 50 e 60 il successo di Brubeck fu tale da garantirgli la copertina della rivista “Time”, ma ancor più successo ebbe uno dei brani del disco, che poi ha vissuto di luce propria, divenendo senza dubbio uno dei brani jazz più conosciuti al mondo e utilizzato innumerevoli volte nel cinema, nella televisione, nella pubblicità. Sto parlando di “Take Five“, una composizione non di Brubeck, ma del sassofonista Paul Desmond, pensata più che altro in funzione di un assolo della batteria sul tempo inusuale di 5/4. In realtà, oltre all’assolo della batteria, rimane memorabile proprio l’assolo di sax di “Take Five”, un’improvvisazione che è stata studiata e analizzata in profondità per comprenderne la bellezza e la perfezione, proprio come una composizione estemporanea all’interno del brano.

Il titolo dell’album già fa capire che il tema della ricerca di Brubeck e dei suoi musicisti è tutta sul ritmo e sul metro. Sono presenti, infatti, altri brani dal ritmo inconsueto, come “Blue Rondo à la Turk“, in 9/8 (2+2+2+3), “Three to get ready“, con un’alternanza di due battute in 3/4 e due in 4/4 per tutto il pezzo, o “Pick up sticks“, in 6/4. 

1. Blue Rondo à la Turk (Dave Brubeck)
2. Strange Meadow Lark (Brubeck)
3. Take Five (Paul Desmond)
4. Three to Get Ready (Brubeck)
5. Kathy’s Waltz (Brubeck)
6. Everybody’s Jumpin’ (Brubeck)
7. Pick Up Sticks (Brubeck)

L’album viene classificato sotto l’etichetta del cool jazz, e composizioni come “Blue Rondo à la Turk” sembrano coniugare proprio quell’interesse per la musica colta europea con il jazz americano.
Paul Desmond, alla sua morte, lasciò tutti i diritti delle sue composizioni alla “Croce Rossa Internazionale“, che tuttora riceve ogni anno una somma ingente, principalmente dovuta ai diritti di riproduzione del brano “Take Five“.

Così parlò Zarathustra (R. Strauss)

Also Sprach Zarathustra è il titolo originale in tedesco di una delle composizioni più note di Richard Strauss.
Si tratta di un poema sinfonico scritto nel 1896, una delle opere più significative della fine del secolo, un periodo in cui tante convenzioni compositive vengono messe in discussione.
E’ da queste composizioni come questa, che si ritiene appartenere ancora al genere tardo-romantico,  che poi prenderanno le mosse le grandi rivoluzioni di Stravinskij, Schönberg del 1900.
Il “poema sinfonico” è una composizione ispirata ad un’opera letteraria o artistica o ad un luogo; in questo caso l’ispirazione è l’omonima opera letteraria di Friedrich Nietzsche, che espone l’idea morale profondamente antireligiosa e sconvolgente del grande filosofo tedesco.

Questa composizione ha uno degli incipit più famosi della storia della musica, anche grazie all’uso che ne ha fatto Stanley Kubrick nel suo film “2001 Odissea nello spazio“.
La scena dei primati che colpiscono le ossa di animale con la violenza che sembra presagire lo sviluppo della storia dell’umanità rimane una delle immagini più memorabili della storia del cinema.

Le note che sentiamo sono proprio quelle iniziali del “Così parlò Zarathustra” di Strauss. Qui il compositore sfrutta la progressione degli armonici naturali, ovvero le frequenze delle note che coesistono su una nota pedale di Do, che è esposta dall’organo e dai contrabbassi.
L’entrata degli altri successivi quattro armonici, suonati dalle trombe, genera l’accordo di Do maggiore.
La risposta dei timpani genera un’atmosfera particolarmente intensa e tesa.

Il brano dura circa trenta minuti ed è diviso in nove movimenti, con diversi riferimenti musicali e alcuni momenti melodicamente molto belli, come il tema del valzer suonato dagli archi nel penultimo movimento, al quale rispondono dolcemente le trombe e, poi, in un crescendo, tutti gli ottoni.

Una curiosità. Nel film di Stanley Kubrick, appena si spengono le note di “Così parlò Zarathustra” e l’inquadratura si porta dall’alba dell’umanità alla nave spaziale, partono le note, ben più leggere, del valzer di un altro Strauss, il viennese Johann, che nulla ha a che fare con Richard Strauss. Il film ha contribuito alla notorietà anche delle composizioni dell’ungherese György Ligeti.

Vale la pena dedicare un ascolto completo a questa bellissima opera musicale e, già che ci siamo, rivedersi il film di Kubrick.